Assunzione di Maria Vergine e Santa Caterina

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La Chiesa di Santa Caterina fu edificata sul sito dove un tempo esisteva una omonima Cappella, nel 1519: essa doveva servire alla popolazione del borgo di Scalenghe, cresciuta ormai a tal punto da poter avanzare la richiesta di una nuova parrocchia cui recarsi.
Eretta nel luogo dove c'erano `Li fossi del recinto del luogo non molto distante dal castello del signor conte di questo luogo` , la chiesa secondo il decreto di fondazione sottoscritto dal vescovo di Torino il 26 gennaio 1519 doveva essere costruita in 8 anni, e doveva essere solo comparrocchiale con la Pieve.
Nel 1825 Santa Caterina divenne parrocchia indipendente.
Diverse testimonianze restano a ricordare la signoria dei Piossasco: nella parrocchia l'arma della casata (lo scudo inquartato con nove merli al primo e all'ultimo quarto) e scolpita nel piede del battistero, che consiste in una pila di marmo bianco situata sinistra di chi entra.
Un altro stemma della famiglia si può vedere sull'architrave che sovrasta l'altare della cappella di San Lorenzo, all'interno della stessa chiesa. La cappella fu eretta a spese dei conti di Scalenghe che quindi acquistarono il giustpatronato cioè il privilegio di nominare i parroci ed i cappellani del territorio di Scalenghe.

Durante la Battaglia della Marsaglia, combattutasi nella zona di Orbassano, Volvera, Piossaco e Cumiana nell'Ottobre 1693, i Savoia temendo un assedio alla città di Torino ne fecero un luogo sicuro dove custodire la `Sacra Sindone`.
Durante il trasferimento la `S. Sindone` sostò nella chiesa di S. Caterina e ne testimonia l'evento la Cappella dedicata al Sacro Lino. Oggi è possibile vedere la cappella dedicata al Sacro Sudario con relativo dipinto ad altare. Tutto è rimasto come un tempo, tranne l'altare che da molti anni è stato spostato al centro della Chiesa. Il quadro custodito nella Chiesa dì S. Caterina raffigura tre personaggi: la Madonna al centro, S. Giovanni battista protettore di Torino a sinistra e S. Giuseppe a destra.
Sotto la sindone retta dagli angeli, è rappresentata la cittadella di Torino con lo sfondo delle Alpi. Ancor più verso il basso scorre il fiume Po e si intravedono campi e prati. Nell'angolo destro ci sono quattro canonici della curia, mentre nell'angolo sinistro compare lo stemma del vescovo del tempo. Tre dei canonici rappesentati hanno la schiena ricurva: per questo un tempo l'altare era detto familiarmente `L'altare dei tre gobbi'.
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